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Nuovi elementi emergono nell’inchiesta sull’investimento mortale avvenuto a Sordio, in via Turati, nella tarda serata di venerdì 2 gennaio, costato la vita a Francesco Emanuele Conforti, 49 anni.

Nel corso dei rilievi effettuati dopo l’evento, tra la vegetazione a poca distanza dal punto dell’impatto, sono state rinvenute due spranghe, successivamente sequestrate per consentire ulteriori verifiche. Un ritrovamento che, pur senza certezze, aggiunge un nuovo tassello a una vicenda ancora tutta da chiarire.

Al momento non è noto a chi appartengano gli oggetti né se possano essere collegati direttamente ai fatti. Tuttavia, la loro presenza nella zona riporta l’attenzione su ciò che potrebbe essere accaduto prima dell’investimento, riaccendendo interrogativi sulle fasi che hanno preceduto la tragedia.

A parlare di una possibile aggressione precedente è il legale dell’indagato, Mauro Ferdinando Miranda, difensore di Simone Severgnini, 52 anni, detenuto nel carcere di Lodi con l’accusa di omicidio volontario. Secondo la versione riferita dalla difesa, l’uomo avrebbe subito un pestaggio poco prima dell’investimento, in un contesto che non sarebbe riconducibile a una semplice colluttazione.

Si tratta di una ricostruzione, che dovrà ora essere confrontata con gli accertamenti in corso. Gli investigatori stanno valutando se i due oggetti possano avere un legame con l’episodio e quale ruolo, se presente, possano aver avuto nella sequenza degli eventi.

L’inchiesta prosegue per ricostruire con maggiore chiarezza quanto accaduto nei minuti precedenti all’investimento e per definire le responsabilità nella vicenda che ha scosso la comunità di Sordio.

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