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Amici nella vita, divisi in politica. La rottura tra Gianmario Invernizzi e Stefano Rotta segna un passaggio non secondario nel panorama civico lodigiano in vista delle comunali 2027. Due liste, due candidati sindaco, due percorsi distinti.

La frattura non nasce da un episodio improvviso, ma da una distanza maturata nel tempo su impostazione, linguaggio e priorità politiche.

Se fino a ieri i due avevano condiviso battaglie e iniziative, oggi emergono differenze nette sull’approccio ai temi identitari e sulle vicinanze politiche di riferimento.

Per Invernizzi la linea è chiara: una posizione di destra marcata, con un’impostazione rigida sul fronte migranti.

Rotta su questo prende le distanze: «La mia distanza da certi ambienti della destra più radicale è evidente – afferma –. Ho chiesto di non legare il nostro percorso a un orizzonte politico che, anche per la mia storia professionale, non sento mio. A partire dalla figura del generale Roberto Vannacci, che non rappresenta il mio riferimento culturale. E non intendo costruire un progetto politico fondato sulla contrapposizione agli immigrati».

Di contro, Invernizzi ha mal digerito la gestione del caso Piarda Ferrari, area di competenza del Parco Adda Sud. Ma il vero punto di rottura resta la visione sui migranti.

L’amicizia, assicurano entrambi, non è in discussione. La politica sì. E nel 2027 quella distanza diventerà competizione elettorale.

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