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Ci sono concerti che si ascoltano. E poi ci sono incontri artistici che si vivono, lasciandosi trasportare in un viaggio capace di parlare direttamente al cuore. È questo lo spirito de “Il respiro che racconta”, il recital per flauto solo e letture poetiche che domenica 14 giugno alle 17, al Museo della Stampa e Stampa d’Arte Andrea Schiavi di Lodi, vedrà protagonista Elena Cecconi, artista di fama internazionale, flautista e poetessa.

Il titolo dell’evento racchiude già la sua essenza più profonda. Il respiro è ciò che dà vita al suono del flauto, ma è anche ciò che anima la parola poetica. Due linguaggi apparentemente diversi che, nell’interpretazione di Elena Cecconi, si incontrano e si fondono fino a diventare un’unica forma di espressione.

«Ogni strumento musicale ha peculiarità e caratteristiche evocative – spiega l’artista – e il flauto da sempre richiama la voce umana, con la capacità unica del suo suono di trasmettere emozioni di ancestrale bellezza e di grande fascinazione».

Il programma accompagnerà il pubblico attraverso epoche, atmosfere e sentimenti differenti. Dalle suggestioni virtuosistiche preromantiche di Kuhlau e Mercadante ai brani operistici di Verdi e Bizet, fino alle raffinate sonorità di Debussy e Poulenc. Un percorso che approda poi alle composizioni di Ariel Hagman e Howard Buss, autori che hanno dedicato alcune delle loro opere proprio alla musicista piacentina.

A chiudere il viaggio saranno le intense melodie di Astor Piazzolla, in cui il tango diventa non soltanto danza, ma ricerca, memoria e desiderio di bellezza.

Ad accompagnare la musica saranno le letture di poesie edite e inedite della stessa Elena Cecconi, autrice più volte premiata in ambito letterario. Parole che dialogano con le note, creando un intreccio di immagini, emozioni e riflessioni. Tra i testi proposti anche una poesia del grande autore peruviano César Vallejo, che ha ispirato una delle composizioni in programma.

Musicista apprezzata sui palcoscenici di Europa, America e Asia, docente al Conservatorio Nicolini di Piacenza e protagonista di una lunga carriera internazionale, Elena Cecconi ha sempre affiancato alla ricerca musicale quella poetica. Due percorsi che si alimentano reciprocamente e che trovano in questo recital una sintesi particolarmente intensa.

Più che uno spettacolo, “Il respiro che racconta” si annuncia come un’esperienza immersiva, un momento sospeso in cui il suono del flauto incontra quello della parola e insieme raccontano ciò che spesso sfugge al linguaggio quotidiano: emozioni, ricordi, desideri e meraviglia. Un appuntamento che promette di accompagnare il pubblico in un viaggio tra musica e poesia, dove il respiro diventa racconto e l’arte si fa emozione condivisa.

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