
È stata inaugurata questa mattina alle 10.30 l’edizione 2025 della Fiera di Codogno, alla presenza del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Un taglio del nastro che ha subito assunto i toni della riflessione sul presente e sul futuro dell’agricoltura italiana, a partire proprio dal tema guida scelto per quest’anno. “Appena sono arrivato – ha esordito – mi ha colpito il titolo: devo fare i complimenti a chi l’ha ideato, perché ‘un passo indietro nel futuro’ sintetizza perfettamente ciò di cui l’agricoltura ha bisogno oggi”.
Secondo Centinaio, guardare avanti significa innanzitutto puntare su ricerca scientifica, nuove tecnologie e formazione. “Chi vuole fare agricoltura e competere sui mercati globali ha bisogno di innovazione: senza ricerca non andiamo da nessuna parte”, ha sottolineato. “C’è ancora chi immagina l’agricoltore come un anziano su un trattore del 1950. Non è così: i giovani agricoltori sono formati, competenti, e chiedono strumenti e tecnologie moderne”.
Proprio ai giovani il vicepresidente del Senato ha dedicato un passaggio centrale del suo intervento. “Se vogliamo che vedano l’agricoltura come una passione e un lavoro che permetta di restare sul proprio territorio, dobbiamo sostenerli e formarli. E dobbiamo fare in modo che i loro genitori non dicano più ‘Cambia strada’, ma ‘Continua il lavoro dei tuoi nonni e dei tuoi genitori’”.
Il “passo indietro” del titolo, ha spiegato, è un richiamo alla tradizione, elemento irrinunciabile dell’identità agricola italiana. “Non siamo i Paesi dell’Est Europa, dove tutto ruota attorno alle grandi produzioni. L’Italia ha una ricchezza agricola e agroalimentare unica al mondo”. Per spiegare questa varietà, Centinaio ha raccontato il gioco che propone spesso agli studenti: “Chiedo di chiudere gli occhi e pensare a quanti prodotti italiani esistono da Bolzano a Lampedusa che non abbiano mai assaggiato. Pensate solo al riso: quante tipologie abbiamo che altrove non esistono”.
Innovazione e memoria, dunque, come binari paralleli. “Il compito delle istituzioni, delle associazioni e degli agricoltori – ha concluso – è guardare al futuro senza perdere il passato. Puoi diventare anche Presidente della Repubblica, ma se non sai da dove vieni e cosa facevano i tuoi nonni, non sei nessuno”.


































