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Dal primo luglio all’ospedale di Codogno torna un servizio dedicato alle patologie del fegato. L’ASST di Lodi avvierà infatti il nuovo Ambulatorio di Epatologia, collegato alla Medicina Interna dell’ospedale Maggiore di Lodi, con l’obiettivo di ampliare l’offerta sanitaria e garantire ai cittadini del territorio una presa in carico più vicina e strutturata.

Da diversi anni nel presidio di viale Marconi non era più presente un’attività ambulatoriale di questo tipo. Il nuovo servizio nasce per rispondere alla crescente richiesta di visite specialistiche e per portare anche nel Basso Lodigiano percorsi dedicati alla diagnosi e alla cura delle malattie del fegato.

L’ambulatorio sarà coordinato dalla struttura di Epatologia di Lodi, guidata da Alessandra Brocchieri, e si occuperà di prime visite, controlli, follow up e gestione dei pazienti con patologie epatiche croniche.

«Si è reso necessario questo passo – spiega la direttrice della Medicina Interna del Maggiore di Lodi, Guja Minoja – per far fronte all’aumentata richiesta di prestazioni epatologiche e per allargare l’offerta anche ai pazienti del territorio del Basso Lodigiano».

Il nuovo servizio seguirà diverse tipologie di patologie: dalle epatiti alle malattie autoimmuni, fino alle forme legate all’alcol, ai farmaci e ai disturbi metabolici. Proprio queste ultime rappresentano oggi una delle problematiche più diffuse: la steatosi epatica, spesso legata a sovrappeso, diabete e alterazioni metaboliche, può infatti evolvere nel tempo verso forme più gravi come cirrosi e tumore del fegato.

A disposizione degli specialisti ci sarà anche il nuovo sistema di Fibroscan, una tecnologia per l’elastografia epatica acquistata dall’ASST di Lodi con un investimento di 100mila euro. Lo strumento consente di valutare la rigidità del fegato, indicatore della presenza di fibrosi, e la quantità di grasso nell’organo, aiutando nella diagnosi e nel monitoraggio delle terapie.

L’attività di Codogno sarà inoltre collegata alla Liver Unit attiva a Lodi dal 2024, un gruppo multidisciplinare che segue i casi più complessi, dalle neoplasie epatiche alle complicanze della cirrosi, valutando anche eventuali percorsi verso il trapianto.

«Quando diagnostichiamo un tumore del fegato – sottolinea Brocchieri – la prima domanda è se il paziente possa essere inserito in un percorso trapiantologico o se esistano terapie in grado di renderlo candidabile».

Numeri che confermano la necessità di potenziare il servizio: nel 2024 l’ambulatorio epatologico di Lodi ha registrato circa 650 prime visite e 1.800 controlli, con un incremento delle richieste pari a circa 30 visite in più ogni settimana.

Con l’apertura di Codogno l’obiettivo è quindi avvicinare le cure ai cittadini, offrendo anche nel territorio del Basso Lodigiano un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la gestione delle malattie del fegato.

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