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Non una panchina qualsiasi. Non un semplice arredo urbano. Ma un gesto, un simbolo, un monito. Alla sede UNITRE di Lodi è stata inaugurata la Panchina Distonica, l’opera realizzata dal gruppo “Arte Natura” che, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, porta un messaggio chiaro: davanti a una donna si sta in piedi.

Il progetto si intitola “Stand Up”, un invito a prendere posizione, non un esercizio di estetica. Un tassello nuovo nel mosaico di iniziative che, il 25 novembre, provano a spezzare il silenzio sulla violenza di genere. “È una panchina che non si usa”, ha spiegato la direttrice di UNITRE, Marilena Giacon De Biasi. “È fatta apposta per non sedersi. Perché il rispetto si dimostra anche così: restando in piedi”.

L’opera unisce cemento armato e bambù: materia forte e fragile insieme, come la condizione femminile. Tenacia e delicatezza convivono in un’unica struttura, capace di evocare allo stesso tempo resilienza e vulnerabilità. Completano l’installazione il tappeto rosso e le farfalle, omaggio alle sorelle Mirabal, le “Mariposas” uccise il 25 novembre 1960 e divenute simbolo della resistenza alla dittatura domenicana. “Dalla loro caduta – ha ricordato l’artista – è nata una metamorfosi che continua a parlare ancora oggi”.

A dare forma alla panchina sono stati i volontari del gruppo Arte Natura, coordinati dall’architetto Angelo Recagni. Un lavoro lungo e condiviso, dove uomini e donne hanno modellato, dipinto, assemblato senza distinzioni di ruoli. “Tutti hanno fatto tutto. È stata una vera opera collettiva”, ha sottolineato il direttore di UNITRE Stefano Taravella.

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