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Oggi ricorre l’83° anniversario della scomparsa di Attilio Concardi, primo grande pioniere del nuoto lodigiano, morto a soli 40 anni, “vinto dal tifo” dopo una gara di acque libere a Napoli nel 1942. Una figura leggendaria per lo sport cittadino, che merita di essere ricordata proprio in una Lodi che – ironia della sorte – vive la decima estate consecutiva senza la piscina intitolata al suo nome.

Conosciuta da tutti come “Ferrabini”, la piscina Concardi fu così ribattezzata su proposta del dottor Guido Ariano, per rendere omaggio a una figura simbolo dello sport lodigiano. Oggi è chiusa e dimenticata, nonostante il suo forte valore simbolico. Attilio – detto “El Lölu” – imparò a nuotare nell’Adda, quando in città non esistevano impianti moderni.

Concardi fu atleta e tecnico: vinse titoli in piscina e in acque libere, tra cui la Coppa Byron e la Traversata di Milano. Alto, instancabile e appassionato, visse il suo anno d’oro nel 1938. Poi il trasferimento a Bergamo come istruttore, l’ultimo tuffo a Napoli e la malattia che lo strappò troppo presto alla vita e allo sport.

L’impianto che porta il suo nome merita di rinascere: Lodi ha bisogno di quella vasca, oggi più che mai.

Nel giorno dell’anniversario, la città ricorda Attilio Concardi non solo come atleta, ma come simbolo di una passione autentica che ha lasciato il segno.

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