In busta 34 ore, pagate come da contratto per un totale di 379 euro. Ma le effettive però erano 245, vale a dire € 1,54 all’ora.
È il caso limite scoperto dalla Guardia di Finanza nell’operazione contro il caporalato e l’immigrazione clandestina scoperta in provincia di Brescia (Franciacorta e bassa bresciana), e nelle province di Piacenza e Cremona, Milano e Lodi.
IL TENENTE CHRISTIAN CARINCI DELLA GUARDIA DI FINANZA DI BRESCIA A ÈLIVE
I NUOVI SCHIAVI
A tutti gli effetti degli “schiavi moderni”. Immigrati che si sono dovuti pagare l’entrata nel nostro Paese e il permesso di soggiorno. Lo hanno fatto, spesso, versando un anticipo e poi con decurtazioni mensili dal loro “stipendio”. Di fatto obbligati a lavorare in queste condizioni almeno fino all’estinzione del debito.
Le Fiamme Gialle hanno verificato anche il reiterato mancato rispetto dell’orario di lavoro, dei riposi, un lavoratore ha lavorato 73 giorni consecutivi, la sicurezza e l’igiene.
Erano ospitati in appartamenti e strutture fatiscenti, senza regolare contratto .
I NUMERI DELL’OPERAZIONE
Le indagini hanno scoperto un sistema criminale che ha portato all’ingresso e alla permanenza in Italia di 1.364 lavoratori immigrati e un giro d’affari di oltre 19.2 milioni di euro di profitto illecito.
Una sessantina le persona coinvolte , 38 le aziende agricole, quasi tutte del settore vitivinicolo coinvolte. 12 le società operative che di fatto “beneficiavano” della manodopera senza assumere questi lavoratori.
3 le persone finite agli arresti domiciliari, due fratelli ed un loro cugino. Altre 9 sono state denunciate: le due moglie dei fratelli, 2 persone che di fatto operavano in India, 4 donne, bresciane, della bassa bresciana, con il ruolo di “contabili amministrative”, alle dipendenze dei due fratelli indiani e il padre dei due fratelli indiani.
LE CONTESTAZIONI: FATTURE GIURIDICAMENTE INESISTENTI
Le fatture emesse dalle 3 società sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, avrebbero emesso fatture “giuridicamente inesistenti” dal 2019 al 2024 per oltre 18,6 milioni con un’Iva pari a 3, 156 milioni di euro.
I SEQUESTRI E PROVVEDIMENTI
3 le persone poste agli arresti domiciliari con divieto temporaneo di esercitare professioni e uffici direttivi di persone giuridiche per 12 mesi. Le Fiamme Gialle hanno provveduto anche al sequestro preventivo diretto di oltre 19,2 milioni di euro e del complesso aziendale, comrpesi beni mobili e immobili riferibili ai tre arrestati.


































