[the_ad_group id="17629"]

Novità in arrivo per il Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi, dove è in corso una riorganizzazione dell’assetto assistenziale con l’obiettivo di migliorare la gestione dei pazienti e ridurre i tempi di attesa.

Tra gli interventi già attivati spicca l’introduzione della figura del “flussista”, un infermiere dedicato alla gestione dei flussi all’interno del reparto. Una presenza operativa da alcune settimane nella fascia diurna, pensata per affrontare una delle principali criticità dei pronto soccorso: il sovraffollamento.

“È un operatore che aiuta nella gestione del flusso dei pazienti e contribuisce ad evitare situazioni critiche legate all’accesso in Pronto Soccorso”, spiega Giorgio Milesi, responsabile infermieristico dell’area emergenza-urgenza dell’ASST di Lodi. Nelle prossime settimane è prevista anche l’integrazione di un secondo addetto.

Un ruolo chiave in questa fase di rinnovamento è affidato alla nuova coordinatrice infermieristica del Pronto Soccorso, Eni Bardhi, in servizio da oltre dieci anni nell’area dell’emergenza e con esperienza anche nella formazione regionale, in particolare sul triage.

Tra gli strumenti già consolidati rientrano i protocolli di presa in carico infermieristica (PPCI), introdotti da circa tre anni per specifiche tipologie di accesso, come dolore toracico, addominale e traumi minori. Si tratta di procedure che consentono agli infermieri di avviare in anticipo esami diagnostici – come elettrocardiogrammi, analisi del sangue e richieste radiografiche – velocizzando il percorso del paziente.

“Il flussista ha anche l’obiettivo di favorire e incrementare questo tipo di presa in carico”, sottolinea Bardhi.

I risultati, secondo i dati forniti dall’ASST, sono significativi: nel caso del dolore toracico, il 98% dei pazienti viene inserito nei protocolli PPCI e l’80% di questi viene dimesso con una riduzione di circa 90 minuti della permanenza in Pronto Soccorso.

Numeri rilevanti, considerando che gli accessi annuali al PS del Maggiore si aggirano intorno alle 60mila presenze.

Parallelamente, l’azienda sanitaria sta investendo sulla formazione del personale, con particolare attenzione alla figura dell’infermiere di triage, considerata centrale nella gestione delle emergenze.

Non mancano inoltre nuove progettualità allo studio, tra cui percorsi dedicati ai pazienti con trauma cranico lieve: l’obiettivo è quello di ridurre il ricorso a esami complessi come la Tac, grazie al supporto di procedure e tecnologie specifiche, e contenere così i tempi di attesa.

Sul fronte del personale, una novità concreta è attesa già nelle prossime settimane: nella seconda metà di aprile sarà pubblicato un concorso per infermieri da destinare esclusivamente al Pronto Soccorso.

“Stiamo lavorando per garantire un giusto equilibrio in un ambiente spesso segnato da non poche sfide umane e professionali”, concludono Milesi e Bardhi.

Un percorso di riorganizzazione che punta a rendere il Pronto Soccorso più efficiente, mantenendo al centro la qualità dell’assistenza e la risposta ai bisogni dei pazienti.

[the_ad_group id="17623"]