
“Mio figlio aveva indossato una maschera, facendomi credere che tutto andasse bene. Bisogna imparare a guardare oltre i voti, a chiedere ai nostri figli come stanno davvero, cosa vivono, chi hanno accanto. Girato l’angolo, spesso li perdiamo di vista”.
Con parole semplici ma dirompenti, Teresa Manes ha conquistato il silenzio della sala teatrale del Polo Fieristico di Codogno, dove si è tenuto l’incontro “Cyberbullismo. Il dolore dietro lo schermo”. L’iniziativa è stata promossa dalla Consulta della Famiglia, presentata dal Circolo Centro Giovanile San Luigi APS e finanziata interamente dal Comune di Codogno. L’assessore all’Istruzione e alla Cultura Silvia Salamina ha inoltre collaborato alla realizzazione dell’incontro.
Madre di Andrea Spezzacatena, il “ragazzo dai pantaloni rosa” che nel 2012, a soli quindici anni, si tolse la vita perché non reggeva più il peso delle derisioni dei compagni, Teresa da allora gira l’Italia per sensibilizzare giovani, genitori e insegnanti. Nel suo libro “Andrea. Oltre il pantalone rosa” ha trasformato il dolore in racconto, offrendo uno strumento di comprensione e di prevenzione del bullismo, ma anche di speranza. “Il bullismo si nutre dell’indifferenza degli adulti – ha ricordato –. Servono protocolli, ma soprattutto occorre intervenire e non restare a guardare. E se qualcuno ride di voi, cambiate gruppo”.
Accanto a lei, la pedagogista Greta Rossi ha guidato un momento di riflessione collettiva, invitando il pubblico a ragionare sul linguaggio e sulle “parole che salvano e parole che distruggono”, perché – come ha spiegato – “educare alle parole significa educare al rispetto e anche online, le parole lasciano segni reali”.
Dai dati Istat 2025 emerge che il 55,7% dei ragazzi è stato offeso almeno una volta, il 43% è stato escluso da un gruppo, l’11% ha subito minacce o aggressioni, e il 34% ha sperimentato almeno un episodio di cyberbullismo nell’ultimo anno. Numeri che dicono che il problema non è “di qualcuno”, ma diffuso.
Presente all’incontro anche l’assessore Silvia Salamina, che ha sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia: “Il bullismo è un fenomeno doloroso, purtroppo sempre più presente nella vita dei nostri giovani”.
Nel finale, Teresa ha parlato anche del rapporto con il figlio Daniele, rimasto ad affrontare l’assenza del fratello. “Mi dicevano: ‘Pensa a Daniele’. Ma io dovevo prima rimettermi in piedi. Solo così potevo essere per lui un esempio di resilienza”.
L’incontro si è chiuso con un lungo applauso, carico di emozione. Perché, come ha ricordato Teresa, “le parole possono distruggere, ma possono anche salvare. Sta a noi scegliere come usarle”.































