Oltre 1.850 prestazioni e circa 1.300 pazienti seguiti nel 2024, in prevalenza donne tra i 40 e i 65 anni: è il bilancio dell’intensa attività reumatologica dell’Ospedale Maggiore di Lodi, parte integrante della struttura di Medicina Interna diretta dalla dottoressa Guja Minoja.
A guidare l’attività è un’équipe giovane e altamente specializzata, formata alla scuola reumatologica del professor Montecucco del San Matteo di Pavia: Veronique Laure Ramoni, Francesca Cuzzocrea, Eva Scorletti e Francesco Locatelli.
Le prestazioni sono organizzate in ambulatori di primo e secondo livello, a seconda della complessità dei casi. Le patologie più seguite? Artrite reumatoide e psoriasica, connettiviti come la sclerodermia, ma anche artrosi e altre malattie degenerative.
L’attività ambulatoriale si sviluppa su quattro giorni alla settimana con prime visite, controlli e valutazioni specialistiche. Presso una struttura dedicata vengono somministrati farmaci biotecnologici – come gli anticorpi monoclonali – a pazienti selezionati per i quali le terapie tradizionali non hanno funzionato.
“Dopo la prima somministrazione – spiega Locatelli – il paziente viene formato per proseguire il trattamento in autonomia, sempre sotto la nostra supervisione”.
Fiore all’occhiello della reumatologia di Lodi è l’ambulatorio rivolto alle donne con patologie reumatologiche che affrontano una gravidanza o desiderano diventare madri. “Un servizio di questo tipo – evidenzia Ramoni – è spesso presente solo nei grandi ospedali. La nostra forza è la collaborazione diretta con ginecologi e pediatri, per un’assistenza integrata e sicura”.
Importante anche il supporto ai medici di base, grazie al teleconsulto per condividere percorsi terapeutici personalizzati. Tra gli sviluppi futuri, Francesca Cuzzocrea anticipa: “Stiamo lavorando per introdurre l’ecografia reumatologica, uno strumento utile a valutare più approfonditamente la malattia e anche la necessità di eventuali procedure interventistiche”.
“Con queste competenze – conclude la dottoressa Minoja – il nostro team darà un contributo fondamentale al bone center, il futuro centro specialistico dedicato allo studio, alla diagnosi e alla cura delle patologie dell’osso, a cui l’ASST di Lodi sta lavorando”.
































