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Il territorio risponde, e lo fa con convinzione. I Bandi della Comunità della Fondazione Comunitaria di Lodi si chiudono con un risultato netto: tutti i progetti in gara hanno raggiunto – e in molti casi superato – gli obiettivi di raccolta fondi, trasformando le idee delle associazioni in iniziative concrete.

Un segnale chiaro di partecipazione e fiducia, che si traduce in numeri importanti: 317.969 euro complessivi messi a disposizione dalla Fondazione, a cui si aggiunge il contributo diretto dei cittadini, protagonisti nel sostenere le proposte.

Tra i cinque progetti finanziati, a spiccare è “Comunità solare Sud Lodigiano”, promosso dal Circolo Legambiente LodiVerde insieme alla Cooperativa Amicizia di Codogno. L’iniziativa punta su riqualificazione edilizia e impianti fotovoltaici all’interno di una Comunità Energetica Rinnovabile Solidale, con l’obiettivo di ridurre i consumi e rafforzare l’autonomia energetica. Un progetto che ha raccolto ben oltre il necessario: 12.400 euro contro i 7.100 richiesti, segno di un forte interesse del territorio sui temi energetici e ambientali.

Ottima risposta anche per “La Comunità che nutre”, promosso dalla Fondazione Casa della Comunità con Officina Cooperativa Sociale e Il Pellicano. Il progetto, finanziato con oltre 77mila euro, mira a contrastare la crescente emergenza alimentare attraverso la creazione di due Empori multisettoriali, pensati per garantire un accesso equo e dignitoso ai beni essenziali.

Non è mancato il sostegno neppure per “Atlante: luoghi e culture in dialogo”, iniziativa dedicata alla mediazione linguistico-culturale e all’inclusione, promossa dal Movimento Lotta Fame nel Mondo insieme ad altri partner del territorio. Anche in questo caso il target è stato raggiunto, con un finanziamento di oltre 69mila euro.

Spazio poi ai giovani e alle fragilità con “180 On The Road”, progetto della Fondazione Amici di Sissi e della Cooperativa 180 di Codogno, che punta a sviluppare attività produttive nel settore dolciario per favorire inclusione e continuità lavorativa. Il contributo raccolto ha centrato l’obiettivo previsto.

Infine “Open Lab”, promosso dal Calam di Lodi, guarda ai giovani tra i 18 e i 24 anni con percorsi di orientamento, coaching e laboratori per sviluppare competenze e favorire l’inserimento sociale e lavorativo. Anche qui il sostegno del territorio non è mancato.

Cinque progetti diversi, ma un unico filo conduttore: la capacità del Lodigiano di fare rete e sostenere iniziative che rispondono a bisogni concreti, dall’ambiente al sociale, dall’inclusione alle nuove generazioni.

Un risultato che conferma come la collaborazione tra enti, associazioni e cittadini possa trasformarsi in un motore reale di sviluppo per il territorio

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