Non solo numeri e statistiche, ma esperienze personali, responsabilità e impegno civico. Nella Sala dei Comuni della Provincia di Lodi si è tenuto il secondo incontro della seconda edizione del percorso di legalità dedicato agli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, progetto promosso dalla Prefettura di Lodi insieme a Comune, Provincia, Forze di polizia, Ufficio scolastico territoriale, Centro di promozione della legalità, Avviso Pubblico e ANCI Lombardia.
Al centro della mattinata, il dialogo diretto tra studenti e amministratori. Un confronto concreto su cosa significhi oggi amministrare un territorio, assumersi responsabilità e, talvolta, subire pressioni o atti intimidatori.
Il sindaco di Lodi Andrea Furegato ha richiamato il tema della responsabilità come elemento chiave della vita pubblica. «Il vero contrasto agli atti intimidatori è l’amore per le nostre comunità», ha sottolineato, invitando i giovani a non restare spettatori ma a trovare il proprio spazio nella società, anche attraverso l’impegno nelle associazioni locali.
Nel suo intervento, Furegato ha anche evidenziato come il fenomeno, storicamente più concentrato in alcune aree del Paese legate anche al contrasto alla criminalità organizzata, oggi possa manifestarsi in forme diverse, spesso attraverso i social.
Per il primo cittadino, la risposta non può essere la chiusura o lo scarico di responsabilità. Al contrario, le comunità fanno un passo avanti quando istituzioni e cittadini scelgono di assumersi responsabilità condivise, senza limitarsi a dire “non è compito mio”. «Di fronte a un problema – ha spiegato – non bisogna dire “è tuo”, ma chiedersi cosa possiamo fare insieme per risolverlo».
Accanto al sindaco di Lodi sono intervenuti i sindaci di Comazzo, Cornovecchio e Marudo, oltre al consigliere comunale di Paullo e membro della Consulta ANCI Giovani Lombardia. Tutti hanno raccontato il proprio percorso, le difficoltà quotidiane e il senso dell’impegno amministrativo.
Particolarmente significativo il contributo degli studenti – dalle classi del Liceo Gandini, dell’IIS Cesaris, dell’IIS Volta e dell’Itas Tosi – che hanno condiviso esperienze di partecipazione e sottolineato l’importanza di spazi di confronto reale con le istituzioni.
Il percorso proseguirà il 14 aprile, quando saranno proprio i ragazzi a restituire quanto appreso durante il progetto.

































