Il corpo senza vita di un cane è stato rinvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque dell’Adda, a pochi metri dal centro storico di Lodi. A effettuare la segnalazione ai carabinieri è stato Stefano Rotta, che in quel momento si trovava in barca lungo il fiume insieme a due turiste tedesche, madre e figlia minorenne in visita in città.
Alla vista di un sacco nero affiorante a pelo d’acqua, l’imbarcazione si è avvicinata per verificare di cosa si trattasse. Solo in seguito è emerso che all’interno vi era l’animale.
Per tutelare la serenità della bambina e gestire la situazione con prudenza, Rotta ha accompagnato madre e figlia su un isolotto poco distante, in una posizione sicura. Successivamente, senza toccare direttamente il corpo, ha spinto l’animale verso la sponda con l’ausilio della barca, evitando che la corrente lo trascinasse più a valle e che altre persone potessero imbattersi nella scena. Subito dopo ha provveduto ad allertare i carabinieri.
Dalle prime indicazioni emerse sui social, l’animale sembrerebbe un bull terrier, ma saranno gli accertamenti ufficiali a confermarlo.
Ora spetterà agli organi competenti verificare la presenza di un eventuale microchip, passaggio fondamentale per risalire al proprietario e ricostruire quanto accaduto. Sarà inoltre necessario chiarire le circostanze del decesso e stabilire se l’animale fosse già privo di vita prima di essere abbandonato nel fiume.
Qualora emergessero responsabilità, l’episodio potrebbe configurare ipotesi di reato in materia di maltrattamento o uccisione di animali. Non si escludono ulteriori verifiche qualora dovessero emergere elementi riconducibili ad altri casi.
Una vicenda che ha colpito profondamente chi si è trovato davanti alla scoperta e che ora attende risposte dagli accertamenti in corso, nel rispetto della sensibilità che fatti di questo tipo richiedono.



































