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Un nuovo servizio territoriale dedicato ai pazienti più fragili, dimessi dai reparti ospedalieri o da percorsi ambulatoriali. È lo screening nutrizionale domiciliare attivato dall’ASST di Lodi, operativo dal 15 gennaio e pensato in particolare per gli over 65 con difficoltà di accesso ai servizi ambulatoriali.

“Si tratta di un progetto particolarmente significativo – spiega il direttore generale Guido Grignaffini – che rappresenta un ulteriore salto di qualità nell’alleanza ospedale-territorio e un concreto potenziamento dei servizi assistenziali territoriali”.

Il servizio è rivolto a soggetti particolarmente fragili, in dimissione dai reparti ospedalieri o al termine di un percorso ambulatoriale, che necessitano di una valutazione nutrizionale per individuare precocemente condizioni di rischio di malnutrizione. “L’obiettivo – aggiunge la direttrice socio sanitaria Silvana Cirincione – è intercettare situazioni di rischio e intervenire tempestivamente”.

Responsabile del progetto è la dottoressa Simonetta Protti, alla guida della struttura semplice di Nutrizione clinica, che coordina un team composto dalle dietiste Irene Pozzebon e Diana Cossu, impegnate specificamente nell’attività domiciliare.

La malnutrizione, come evidenziano gli studi scientifici, è una vera e propria condizione clinica, che può manifestarsi sia per eccesso sia per difetto ed è spesso associata a patologie croniche, invecchiamento e carenze di micronutrienti. Il servizio si rivolge quindi ai pazienti dimessi con rischio nutrizionale, a chi ha ricevuto durante il ricovero indicazioni dietetiche personalizzate o prescrizioni di supplementi nutrizionali.

“In particolare – spiega Protti – si tratta di pazienti ultra sessantacinquenni non autosufficienti o con limitate possibilità di accesso agli ambulatori, risultati a rischio allo screening nutrizionale pre-dimissione o bisognosi di un percorso dietetico-nutrizionale mirato”.

Per questi pazienti è prevista una visita domiciliare che comprende counseling nutrizionale, definizione o revisione delle indicazioni dietetiche, monitoraggio del diario alimentare e rilevazione delle misure antropometriche, come peso, altezza e circonferenze corporee.

La segnalazione al servizio può essere effettuata dal personale sanitario responsabile della dimissione, dal medico di medicina generale o dagli operatori coinvolti nell’assistenza territoriale, come l’infermiere di famiglia e comunità o dell’assistenza domiciliare integrata.

“Siamo certi – conclude Grignaffini – che questa nuova risorsa territoriale rappresenti un valore aggiunto concreto nel percorso di presa in carico dei pazienti più fragili”.

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