Un supermercato speciale che non offre solo alimenti, ma restituisce dignità e speranza a chi vive momenti di fragilità. È l’Emporio Solidale del Lodigiano Don Olivo Dragoni, inaugurato a inizio 2023 dalla Fondazione di partecipazione Casa della Comunità, con l’obiettivo di garantire un sostegno concreto e rispettoso alle famiglie del territorio.
La Fondazione, costituita nel 2019 da Associazione Progetto Insieme, Famiglia Nuova, Fondazione Caritas Lodigiana, Movimento Lotta Fame nel Mondo e Fondazione Bpl, ha voluto trasformare la classica distribuzione di pacchi alimentari in un’esperienza che favorisca autonomia e consapevolezza. Non più sacchetti standardizzati, ma la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze, sempre nel rispetto di un “budget” di punti.
Grazie al lavoro di due dipendenti e oltre 70 volontari, ogni giorno vengono recuperati alimenti dai supermercati del Lodigiano, dalle logistiche, dal Banco Alimentare e dal programma europeo Fead. Pesce, latticini, frutta, verdura, cereali: i prodotti, controllati e stoccati, finiscono sugli scaffali dell’Emporio Solidale di Lodi e degli altri tre punti solidali del territorio, a San Colombano, Casalpusterlengo e Dresano, raggiungendo oltre 500 famiglie.
“Oltre alla distribuzione, poniamo grande attenzione all’educazione alimentare – spiega Lucia Rudelli, direttrice della Fondazione di partecipazione Casa della Comunità –. Nei nostri empori cartelloni e materiali informativi guidano le famiglie a comporre un piatto equilibrato e a gestire al meglio il proprio “budget”, incoraggiando scelte sane e sostenibili”.
Il progetto ha recentemente festeggiato un traguardo importante: grazie alla campagna “Fai viaggiare in rete la solidarietà” e alla generosità di cittadini e alle realtà del territorio, come la Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, è stato finanziato l’acquisto di un furgone refrigerato, che a breve sarà operativo per il recupero e lo stoccaggio di alimenti freschi destinati all’Emporio di San Colombano.
“Il nostro valore cardine è la partecipazione – sottolinea la direttrice – perché unisce esperienze e competenze diverse, creando insieme una comunità più equa e solidale”.


































