
In un mondo in cui tutto passa dagli occhi, a Lodi c’è una mostra che invita a fare esattamente il contrario: chiuderli. E usare le mani. È questo il senso di “Si prega di toccare. L’arte in punta di dita”, giunta all’ottava edizione e organizzata dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Lodi negli spazi di Palazzo Ghisi, in corso Roma.
Un percorso pensato per ribaltare il modo tradizionale di fruire l’arte: qui il tatto diventa il canale principale, non un supporto. Le opere sono create per essere esplorate con le dita, per restituire forme, emozioni e significati anche – e soprattutto – a chi non può affidarsi alla vista.
Tra i protagonisti c’è lo scultore non vedente Felice Tagliaferri, che porta lavori dal forte valore simbolico. C’è la figura femminile che emerge da un cubo, immagine di una libertà conquistata: “il cubo è una gabbia, ma la donna riesce a uscirne”, spiega. E poi “la forza dell’amore”, due mani che formano un cuore e spezzano una catena: un messaggio chiaro, dove il sentimento diventa liberazione.
Il suo percorso artistico nasce alla fine degli anni Novanta, quasi per caso, da un’esperienza con lo scultore Nicola Zamboni. Da lì una svolta personale e professionale: “Per gli altri era un’esperienza di vita, per me è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita”. Oggi il suo obiettivo è altrettanto chiaro: dimostrare che attraverso il tatto si possono “vedere” cose che gli occhi da soli non colgono.
La mostra, curata da Mario Quadraroli e Mario Diegoli, raccoglie opere pensate proprio per questo tipo di fruizione, selezionate per stimolare sensazioni diverse e offrire un’esperienza completa, che coinvolge più sensi.
A sottolinearne il valore è anche il vicepresidente dell’Uici lodigiana, Giuseppe Tortini: “È una mostra che vuole far capire che l’arte può essere compresa anche solo utilizzando le mani”. Non solo: il percorso porta i visitatori a mettersi nei panni di chi non vede, generando spesso una consapevolezza nuova. Le emozioni raccolte vengono annotate in un “libro bianco” all’uscita e trasformate in un audiolibro destinato ai soci dell’associazione.
Non è solo un’esposizione, ma un’esperienza. Un invito a rallentare, a percepire, a scoprire che l’arte – e forse anche la realtà – può essere letta in molti più modi di quanto siamo abituati a pensare.
INFO MOSTRA
“Si prega di toccare. L’arte in punta di dita” – VIII edizione
Palazzo Ghisi, Banca Centropadana – Corso Roma 100, Lodi
Fino al 3 maggio 2026
Orari:
- Da lunedì a venerdì: 17.00 – 19.00
- Sabato e festivi: 10.00 – 12.30 / 15.00 – 19.00
- Domenica 3 maggio: chiusura alle 18.00

































