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Un’ora soltanto, ma destinata a restare nella memoria collettiva del territorio. Sabato 20 giugno Sant’Angelo Lodigiano vivrà un evento senza precedenti con la visita di Papa Leone XIV, atteso in città per una tappa breve ma altamente simbolica, inserita nel suo passaggio tra Pavese e Lodigiano.

La Diocesi di Lodi si prepara a quello che il vescovo Mons. Maurizio Malvestiti ha definito un “momento ecclesiale” aperto a tutti, ma pensato in particolare per le 123 parrocchie del territorio. Un appuntamento che coinvolgerà giovani, famiglie, sacerdoti, associazioni, persone malate e con disabilità, insieme a sindaci e autorità civili del Lodigiano e delle zone limitrofe.

Al centro della giornata ci sarà anche la figura di Santa Francesca Cabrini, a cui è dedicato uno dei luoghi simbolo della visita: il cuore della Santa sarà infatti trasferito da Codogno a Sant’Angelo per l’occasione, rafforzando il legame spirituale dell’evento.

Il programma prevede l’arrivo del Pontefice allo stadio comunale, dove ad accoglierlo saranno oltre duemila ragazzi del Grest, animatori ed educatori. Prima dell’atterraggio in elicottero, è previsto un momento di accoglienza con musica e testimonianze. “Abbiamo scelto di privilegiare i più piccoli perché porteranno nel cuore questo momento”, ha spiegato don Enrico Bastia, direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile della Diocesi di Lodi.

Poi il percorso verso la basilica dedicata a Madre Cabrini, un tragitto di circa un chilometro che si preannuncia affollato. Per consentire la partecipazione anche a chi resterà all’esterno, saranno installati due maxi-schermi nelle piazze principali e lungo il percorso sarà attiva la filodiffusione.

La macchina organizzativa è già in pieno movimento. Il Comune ha avviato interventi su viabilità, pulizia, asfaltature e allestimenti di accoglienza. “Sant’Angelo si sta preparando con grande impegno ed è un privilegio impensabile”, ha dichiarato il sindaco Cristiano Devecchi, ricordando come la visita sia stata resa possibile anche grazie a una lettera inviata a Roma e al lavoro congiunto con la Diocesi.

Sul fronte logistico, saranno 3.300 i pass disponibili per l’accesso a stadio e basilica. Lungo il percorso, invece, l’ingresso resterà libero, con l’obiettivo di garantire la massima partecipazione possibile. Un ruolo chiave è affidato alla rete organizzativa che unisce Diocesi, parrocchie e amministrazione comunale, con il coordinamento di figure storiche del territorio.

“È una sfida impegnativa ma straordinaria”, ha spiegato monsignor Franco Badaracco, che già in passato si era occupato della storica visita di Giovanni Paolo II a Lodi nel 1992.

Tra emozione e preparativi serrati, Sant’Angelo si avvicina così a una giornata che unisce fede, comunità e identità locale. “Siamo tutti uomini e donne in cammino e in ricerca”, ha concluso il vescovo Mons. Maurizio Malvestiti, “e al centro deve restare la solidarietà tra le persone”.

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