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Centomila euro in più per sostenere i rifugi per animali del territorio lodigiano. È quanto prevede un emendamento approvato nell’ambito dell’assestamento di bilancio della Regione Lombardia per il 2026, presentato dalla consigliera regionale Roberta Vallacchi.

Le risorse saranno destinate ai rifugi che ospitano cani, gatti e altri animali d’affezione abbandonati o randagi, con l’obiettivo di contribuire alle spese per le cure veterinarie, le vaccinazioni, le sterilizzazioni e gli altri interventi sanitari necessari.

«A dicembre, con il bilancio di previsione 2026, era stato approvato un ordine del giorno a mia prima firma che impegnava la Giunta ad adoperarsi per i rifugi di tutta la Lombardia – spiega Vallacchi –. Con questo stanziamento quell’impegno inizia a tradursi in fatti, anche se al momento limitato al territorio lodigiano e a una dotazione di 100mila euro».

La consigliera sottolinea come molti degli animali accolti nelle strutture arrivino in condizioni di particolare fragilità, spesso segnati da maltrattamenti o da patologie che richiedono cure costose. «Questo contributo alleggerisce almeno in parte le tante spese che canili e gattili affrontano ogni giorno», aggiunge.

Un ringraziamento è stato rivolto anche ai volontari che operano nelle strutture del territorio. «Il mio plauso più grande va alle volontarie e ai volontari che dedicano tempo, passione e dedizione alla cura di queste creature».

Nel suo intervento Vallacchi evidenzia inoltre il ruolo svolto dai rifugi, che va ben oltre la semplice accoglienza degli animali. Le strutture si occupano infatti del recupero di esemplari feriti, garantiscono l’identificazione e l’assistenza sanitaria, svolgono attività di prevenzione e controllo delle malattie e contribuiscono alla sicurezza pubblica, anche ospitando cani sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Tra le criticità segnalate c’è anche il crescente fenomeno dei cani di tipo molosso, spesso acquistati per moda e successivamente abbandonati o ceduti ai canili da proprietari impreparati a gestirli.

«Mantenere un rifugio è impegnativo sia dal punto di vista economico sia organizzativo – conclude Vallacchi –. Garantire un sostegno pubblico a chi ogni giorno se ne fa carico rappresenta una responsabilità delle istituzioni nei confronti del territorio e del benessere animale».

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