A un mese dalla chiusura del ponte sull’Adda, il bilancio sulla viabilità cittadina restituisce un quadro complessivamente stabile. È quanto emerge dal monitoraggio continuo e dalle analisi tecniche condotte dall’amministrazione comunale, che fin dall’inizio ha impostato il lavoro su tre direttrici: studio preventivo dei flussi, misure di mitigazione e controllo costante degli effetti sulla rete stradale.
Gli interventi hanno riguardato in particolare i nodi più delicati della città. Tra questi, la revisione delle fasi semaforiche e della circolazione in piazzale Barzaghi, la riorganizzazione dell’asse via Cremonesi–via Lago di Garda, dove è stato introdotto il doppio senso, e il reindirizzamento del traffico sulla tangenziale e sugli assi alternativi. Parallelamente, è stato rimodulato anche il trasporto pubblico locale, con modifiche a linee e fermate.
I dati del primo mese indicano che il sistema ha “retto” senza la necessità di correttivi significativi. I flussi che prima attraversavano il ponte — circa mille veicoli in ingresso in città nell’ora di punta del mattino — si sono redistribuiti senza generare criticità strutturali, concentrandosi soprattutto sulla tangenziale e sugli accessi da est.
Le analisi sui principali snodi confermano una situazione sotto controllo: piazzale Barzaghi registra ritardi nella norma, l’uscita della tangenziale non presenta code rilevanti e l’incrocio tra via Cremonesi e via Lago di Garda garantisce, nella maggior parte del tempo, un deflusso regolare. Le maggiori difficoltà si concentrano, come previsto, nelle ore di punta mattutine e lungo le direttrici verso l’ospedale.
Dopo un aumento iniziale dei rallentamenti — tra il 12% e il 17% nelle prime settimane — la situazione è progressivamente migliorata, tornando su livelli simili a quelli precedenti già entro la quarta settimana. Un dato che evidenzia anche la capacità di adattamento dei cittadini, che hanno modificato orari e percorsi.
«Sappiamo che questo è stato un passaggio complesso per la città, ma i dati ci restituiscono un quadro chiaro: Lodi ha retto e ha saputo reagire», ha dichiarato il sindaco Andrea Furegato, ringraziando i cittadini per la collaborazione e sottolineando l’attenzione verso le attività economiche più penalizzate.
Sulla stessa linea l’assessore alla Viabilità Stefano Caserini: «Le misure adottate hanno funzionato come previsto. Continuiamo comunque con un monitoraggio puntuale per eventuali ottimizzazioni».
Restano alcune criticità in specifiche fasce orarie, considerate però fisiologiche. Sul fronte ciclopedonale, il Comune è al lavoro per migliorare i percorsi: a breve è previsto un confronto con AIPO e la Direzione lavori, mentre è in progettazione la messa in sicurezza del tratto su viale Piave, alternativa alla rampa di via Ferrabini.
L’amministrazione assicura che il monitoraggio proseguirà anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di intervenire in modo mirato e sostenere, allo stesso tempo, le realtà economiche coinvolte dai cambiamenti della viabilità.



































