
Una piazza viva, attraversata da voci, cartelli e prese di posizione nette. A Lodi, ieri sera, mentre in un bar della città si teneva un incontro sulla cosiddetta ‘remigrazione’, piazza della Vittoria ha ospitato un presidio antifascista partecipato e sentito.
Cittadini, associazioni e realtà del territorio si sono ritrovati sotto lo slogan “Lodi è antifascista. No remigrazione”, per dire no a quella che molti hanno definito una proposta divisiva e discriminatoria.
Tra gli interventi, quello del consigliere comunale Michele Merola, che ha ribadito la posizione dei manifestanti: «Neonazisti e neofascisti non sono i benvenuti a Lodi».
Critico anche sul tema al centro dell’incontro: «Remigrazione: si scrive così, ma si legge deportazione. Gli immigrati rappresentano una risorsa per il Paese e non si può associare immigrazione e criminalità».
A richiamare il quadro più ampio è stato Massimo Gatti dell’ANPI provinciale, che ha collegato la mobilitazione in piazza ai valori della Costituzione e alla memoria del 25 aprile: «I valori antifascisti non appartengono a una minoranza, ma alla maggioranza del Paese».
Nel suo intervento, Gatti ha sottolineato la necessità di coerenza istituzionale: «Le organizzazioni razziste e neofasciste devono essere sciolte. È un principio sancito dalla Costituzione e va applicato».
Un passaggio anche sui temi internazionali: «Dove crescono nazionalismo e odio, crescono anche i conflitti. Serve un’economia di pace».
A chiudere, il richiamo alle parole di Sandro Pertini: «Svuotare gli arsenali e riempire i granai».
Secondo gli organizzatori, nel corso della serata si sono alternate circa 500 persone, a testimonianza di una partecipazione ampia e diffusa.
Il presidio si è svolto senza particolari criticità, sotto il monitoraggio delle forze dell’ordine.




































