
Per tre giorni Lodi non sarà soltanto una città. Sarà un simbolo. Un ponte tra passioni, amicizie e storie che arrivano da ogni parte del mondo unite da un unico cuore: quello giallorosso.
Dal 12 al 14 giugno il capoluogo laudense ospiterà il VI Raduno Mondiale dei Roma Club, evento che porterà in città oltre 300 rappresentanti dei club romanisti italiani e internazionali. Finlandia, Belgio, Sud America, Lucania, Trani, Pistoia, Parma e molte altre realtà: bandiere diverse, accenti lontani, ma la stessa fede calcistica pronta ad abbracciare Lodi in un weekend destinato a entrare nella memoria collettiva.
E non è un caso che le parole scelte siano così evocative: “Capitale per un giorno”.
Perché, come ha spiegato Emanuele Giunta, presidente del Roma Club Lodi e anima organizzativa del raduno, tra Roma e Lodi esiste qualcosa di più profondo di una semplice passione sportiva. A unirle sono proprio i colori: quel giallo e rosso che richiamano sia la storia imperiale della capitale sia lo stemma araldico della città lodigiana.
Una coincidenza che nel tempo è diventata identità.
Un’idea trasformata oggi in festa, accoglienza e condivisione.
Lodi si prepara così ad accogliere tifosi e famiglie con un programma che mescola sport, cultura, solidarietà e territorio. Ci sarà la grande parata internazionale per le vie del centro, la cerimonia di benvenuto in Broletto, le visite guidate alla città e persino l’incontro con Roberto Scarnecchia, storica bandiera romanista degli anni Ottanta, pronto a raccontare aneddoti e ricordi di calcio vissuto.
Ma il cuore più autentico dell’evento batterà soprattutto nella solidarietà.
La serata “Riso, Cacio e Pepe”, ospitata all’oratorio Santa Francesca Cabrini, sarà infatti molto più di una cena a tema giallorosso. Sarà un momento capace di trasformare il tifo in un aiuto concreto. Tra una tombolata, risate, convivialità e la comicità di Paolino Boffi, verranno raccolti fondi — attraverso l’associazione dedicata a Sara Boffi, “L’angelo dei bambini” — per acquistare poltrone letto destinate alle mamme dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Lodi.
E allora anche un piatto di riso diventa simbolo.
Nasce così il “riso cacio e pepe”, omaggio ironico e affettuoso all’incontro tra romanità e lodigianità: due mondi capaci di unire tradizioni, tifosi e territori nel segno dell’accoglienza e della condivisione.
L’evento rientra nel cartellone di “Lodi al Sole” e rappresenta anche una vetrina importante per la città, come sottolineato dall’assessore allo sport Francesco Milanesi. Perché il raduno non porterà soltanto tifosi, ma anche turismo, relazioni e visibilità nazionale e internazionale.
Sarà una città che canta.
Una città che si colora.
Una città che apre le sue piazze e trasforma il calcio in occasione di incontro.
E forse è proprio questo il senso più bello di “Capitale per un giorno”: ricordare che dietro una sciarpa, una bandiera o un coro possono nascere legami veri.
Perché per tre giorni Lodi non ospiterà semplicemente un raduno.
Ospiterà una storia da vivere tutti insieme.
PROGRAMMA DETTAGLIATO





































