L’innovazione scientifica e la medicina di precisione passano anche da Lodi. È qui, all’interno dell’Anatomia Patologica dell’Ospedale Maggiore, che negli ultimi mesi il Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Medica si è trasformato in uno dei settori più avanzati della diagnostica oncologica territoriale, con oltre 2mila prestazioni eseguite tra luglio 2025 e marzo 2026.
Ma dietro ai numeri ci sono soprattutto persone. E in questi giorni il pensiero di tutti è rivolto a Maria Oggionni, la biologa genetista accoltellata pochi giorni fa da un uomo ancora oggi sconosciuto, dimessa lunedì dall’ospedale di Brescia.
“Non vediamo l’ora che Maria rientri e ritorni con noi. In questi giorni ci è mancata molto: ci è mancata la sua qualità professionale e la sua umanità. La brutta storia in cui è stata coinvolta ci ha colpito tutti. Ora la vogliamo riabbracciare presto, qui in laboratorio”, raccontano con emozione i colleghi della struttura.
Il Laboratorio è stato avviato nel gennaio dello scorso anno come struttura semplice afferente all’Anatomia Patologica diretta da Elisabetta Berti, oggi anche direttrice del Dipartimento dei Servizi dell’ASST di Lodi. Da lì ha preso forma il progetto di sviluppo della diagnostica molecolare somatica, disciplina che consente di analizzare DNA e RNA delle cellule tumorali per identificare le alterazioni genetiche responsabili della crescita del tumore.
Una tecnologia che apre la strada alla cosiddetta medicina di precisione: terapie mirate esclusivamente alle cellule malate, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani.
“Ho sempre ritenuto la biologia molecolare il braccio più avanzato dell’Anatomia Patologica – spiega Elisabetta Berti –. Sin dal mio arrivo a Lodi, nel 2022, ho cercato di operare affinché questa disciplina, che rappresentava il nostro anello mancante, prendesse finalmente corpo e forma strutturale”.
Un percorso costruito passo dopo passo. “Da gennaio a luglio dello scorso anno abbiamo svolto un lavoro enorme che ha portato all’accreditamento della struttura – racconta Alberto De Giuli, biologo genetista e responsabile del Laboratorio –. Oltre al mio contributo e a quello di Maria Oggionni, oggi possiamo contare anche sul supporto del medico genetista Francesco Marco Parodo, arrivato da poche settimane dall’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Con noi lavorano inoltre le tecniche sanitarie di laboratorio biomedico Maria Grazia Ricciardone e Carla Verdura”.
Tra i traguardi raggiunti c’è anche l’introduzione della metodica NGS, acronimo di Next Generation Sequencing, una tecnologia di ultima generazione che ha rivoluzionato la genomica.
“Questa tecnica ci permette di analizzare contemporaneamente più marker molecolari – sottolinea De Giuli – migliorando sensibilmente la qualità dell’indagine e riducendo drasticamente i tempi di analisi”. A supportare il lavoro quotidiano del team è stato inoltre acquisito un sequenziatore di ultima generazione, oggi parte integrante della dotazione tecnologica del laboratorio.
“La Direzione Strategica dell’ASST ha creduto molto in questo progetto – aggiunge la dottoressa Berti – investendo risorse importanti e valorizzando competenze già presenti a Lodi che, fino a quel momento, forse non avevano avuto adeguate opportunità di sviluppo”.
I numeri confermano la crescita dell’attività. Tra luglio e dicembre 2025 sono stati eseguiti 560 esami, mentre nel solo primo trimestre del 2026 se ne contano già 205. Nello stesso periodo sono stati realizzati 141 test specialistici nel 2025 e altri 41 nei primi tre mesi del 2026.
Significativi anche i dati legati alla diagnostica del papilloma virus, fondamentale per la prevenzione del tumore della cervice uterina: 788 test effettuati nel 2025 e già 300 tra gennaio e marzo di quest’anno.
Un laboratorio giovane, altamente specializzato e in continua crescita, che oggi rappresenta uno dei punti più avanzati della sanità lodigiana.



































