Si accende il dibattito a Lodi dopo il banchetto per la raccolta firme sulla cosiddetta “remigrazione”, allestito sabato in piazza della Vittoria.
A intervenire è il Coordinamento 25 Aprile, rete che riunisce diverse associazioni del territorio, che ha espresso una “ferma condanna” per quanto accaduto. La presa di posizione è stata sottoscritta da realtà locali come ANPI Lodi Martiri del Poligono, Associazione culturale Adelante, Antifa Lodi e Rumorossə.
Secondo il Coordinamento, la concessione di uno spazio pubblico rappresenta un fatto “gravissimo”, perché dietro il termine “remigrazione” si celerebbe una visione ritenuta “disumana e pericolosa”, in contrasto con i principi costituzionali e i valori democratici e antifascisti.
Nel comunicato si fa inoltre riferimento alla presenza, durante il banchetto, di esponenti riconducibili all’estrema destra e a simboli neofascisti. Vengono citati, tra gli altri, Ettore Sanzanini e la prevista presenza in città di Caio Giulio Cesare Mussolini.
Il Coordinamento 25 Aprile ribadisce quindi la propria opposizione a ogni forma di discriminazione, sottolineando come “Lodi non sia e non sarà terreno fertile per odio e discriminazione”.
La replica
Arriva però la replica del consigliere comunale Gianmario Invernizzi, presente al gazebo insieme al vicepresidente Salvatore Ferrara e al dirigente nazionale Ettore Senzanni.
Invernizzi difende l’iniziativa spiegando che si tratta di una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare: «Abbiamo già raccolto 150mila firme, ne bastano 50mila per portarla in Parlamento». Il contenuto, precisa, riguarda «il rimpatrio degli extracomunitari che hanno commesso reati e di quelli irregolari».
Il consigliere aggiunge anche un riferimento ai costi del sistema penitenziario, sostenendo che «un detenuto ha un costo di centinaia di euro al giorno», collegando il tema alla necessità, a suo dire, di intervenire sulla presenza di cittadini stranieri irregolari o autori di reati.
Invernizzi respinge quindi le critiche e rivendica l’obiettivo di «mettere in sicurezza le città e aiutare le fasce più deboli degli italiani», criticando duramente anche l’ANPI, accusata di intervenire su temi politici.
Il confronto resta aperto e destinato a proseguire anche nei prossimi giorni, con nuove iniziative già annunciate sul territorio.



































