Cinquantamila euro per promuovere l’affido familiare e sostenere le famiglie che scelgono di accogliere un minore. È il finanziamento destinato all’Ambito territoriale di Lodi, frutto di un emendamento della consigliera regionale Roberta Vallacchi approvato nell’ambito dell’assestamento di bilancio di Regione Lombardia.
Le risorse rappresentano un primo passo nell’attuazione di un ordine del giorno già approvato in una precedente manovra finanziaria regionale, con l’obiettivo di rafforzare la cultura dell’affido sul territorio. Tra gli interventi previsti ci sono campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi per le famiglie interessate all’accoglienza, sportelli territoriali, registri delle famiglie affidatarie, accompagnamento, formazione continua e supporto psicologico.
«È un primo passo per attuare un percorso che metta al centro il diritto dei bambini a crescere in un contesto familiare adeguato – spiega Vallacchi –. L’affido rappresenta uno strumento fondamentale di tutela dell’infanzia e di sostegno alle situazioni di fragilità».
L’intervento si inserisce nel quadro della legge 184 del 1983, che sancisce il diritto del minore a crescere nella propria famiglia e considera l’inserimento in comunità una misura residuale. Un’impostazione rafforzata anche dalla Riforma Cartabia, che punta sul sostegno alle competenze genitoriali e sulla prevenzione degli allontanamenti.
I numeri, però, raccontano una situazione ancora complessa. Secondo il Sistema Informativo Offerta Servizi Sociali (SIOSS), al 31 dicembre 2024 in Lombardia risultavano 2.680 minorenni in affidamento familiare e 5.031 ospitati in strutture di accoglienza.
La terza Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini evidenzia inoltre che il 71% degli allontanamenti è legato a trascuratezza o carenze nelle competenze educative, situazioni che possono essere affrontate attraverso adeguati percorsi di sostegno alla genitorialità.
Anche il ricorso prolungato alle comunità comporta un impatto sia sui minori sia sulle amministrazioni locali: il costo per i Comuni può infatti raggiungere tra i 30 e i 40mila euro all’anno per ogni ospite.
«Questi 50mila euro per il Lodigiano sono un buon viatico per potenziare l’affido, farlo conoscere e diffondere una cultura diversa dell’istituto – conclude Vallacchi –. Una scelta che rappresenta tutela dell’infanzia, solidarietà e coesione sociale, soprattutto nei casi di fragilità sanitaria, educativa o psicologica».



































