Un pomeriggio per interrogarsi su come la cultura possa diventare strumento di trasformazione urbana. Si terrà venerdì 27 febbraio 2026, dalle 14.30, allo Spazio Magnete l’iniziativa La città che immagina, laboratorio di partecipazione culturale dedicato alle esperienze sviluppate negli ultimi anni nel Quartiere Adriano, nella zona nord-est di Milano.
Promosso da Ecate Cultura, Associazione NAM e WHYNOT APS, in collaborazione con TrovaFestival e cheFare, l’appuntamento mette al centro un tema preciso: la cultura non solo come produzione di eventi, ma come processo capace di costruire relazioni, generare competenze e attivare comunità.
Dalla formazione alla restituzione pubblica
La prima parte del pomeriggio sarà dedicata a Cultural Toolbox – Speed Date Edition, percorso di orientamento rivolto a giovani e gruppi attivi nel settore creativo. Incontri brevi con professionisti offriranno strumenti concreti su progettazione, sostenibilità economica, accessibilità e comunicazione, aspetti spesso decisivi per la tenuta nel tempo di un progetto culturale.
Dalle 18.30 l’iniziativa si aprirà alla città con un momento di restituzione pubblica. Dopo i saluti istituzionali di Gaia Romani e Arianna Curti, saranno presentati anche i progetti comunali La Scuola dei Quartieri e 100 idee, dedicati al sostegno della creatività giovanile.
Le esperienze del Quartiere Adriano
Spazio poi ai percorsi sviluppati nel quartiere:
Note a Margine, giornale culturale nato nel 2024 e oggi guidato da una redazione intergenerazionale;
Radici in Movimento, progetto che intreccia danza contemporanea e ricerca sociale nello spazio pubblico;
BTTF Project, percorso di co-progettazione che coinvolge giovani under 35 e comunità locali e che porterà alla realizzazione del BTTF Human Made Festival (11-14 giugno 2026).
Tre esperienze differenti ma complementari, che restituiscono l’immagine di un quartiere inteso come laboratorio urbano, dove la cultura diventa pratica quotidiana di cittadinanza attiva.
Uno spazio di dialogo tra istituzioni e comunità
La città che immagina si rivolge a istituzioni, operatori culturali, amministratori, cittadine e cittadini, proponendosi come spazio di dialogo tra politiche culturali, pratiche dal basso e visioni di futuro. Un’occasione per osservare da vicino come la cultura, quando è partecipata e radicata nei territori, possa generare valore sociale, attivare comunità e contribuire allo sviluppo urbano.
L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata.




































