Un articolato sistema di crediti d’imposta inesistenti è stato smascherato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi, nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi fiscali e all’uso illecito delle agevolazioni pubbliche.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno portato alla luce una maxi frode nel settore degli incentivi fiscali legati agli investimenti nel Mezzogiorno e alla formazione del personale prevista dal Piano Nazionale Impresa 4.0, finanziato anche con risorse del PNRR.
Nel mirino due società lodigiane, riconducibili allo stesso rappresentante legale, che tra il 2021 e il 2024 avrebbero indebitamente richiesto oltre 1,2 milioni di euro di crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali destinati a presunte sedi produttive nel Sud Italia, in particolare nelle province di Siracusa e Cagliari. A questi si aggiungono circa 150mila euro per presunti corsi di formazione del personale.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, però, le strutture produttive indicate non sono mai esistite. I sopralluoghi effettuati nelle regioni meridionali non hanno infatti rilevato alcuna unità locale o attività riconducibile alle società beneficiarie. Anche sul fronte della formazione, l’analisi documentale e le audizioni dei dipendenti avrebbero confermato che i corsi non sono mai stati svolti.
Alla luce degli elementi raccolti, il rappresentante legale è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Lodi per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e per indebita compensazione di crediti inesistenti. Le due società, invece, sono state deferite per responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001.
Il G.I.P. del Tribunale di Lodi ha quindi disposto misure cautelari personali e reali di tipo interdittivo nei confronti di tre soggetti – una persona fisica e due giuridiche – ordinando un sequestro preventivo da 1,2 milioni di euro, oltre al blocco di crediti fiscali per ulteriori 567mila euro presenti nel cassetto fiscale.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati quattro immobili, per un valore complessivo di circa 900mila euro, oltre a 300mila euro tra contanti e disponibilità sui conti correnti. Il rappresentante legale è stato inoltre denunciato per omesso versamento dell’IVA negli anni d’imposta 2021 e 2022, per un importo pari a 1,5 milioni di euro.
L’operazione – spiegano le Fiamme Gialle – si inserisce nel più ampio impegno a tutela delle risorse pubbliche, volto a garantire che i fondi destinati a famiglie e imprese vengano utilizzati correttamente, contrastando le indebite compensazioni e bloccando tempestivamente i crediti d’imposta fittizi.



































