Il Tribunale di Lodi ha emesso la sentenza di primo grado sul disastro ferroviario di Livraga del 6 febbraio 2020, che provocò il deragliamento del Frecciarossa Milano–Salerno e la morte dei due macchinisti. Il giudizio si è concluso con tre condanne e due assoluzioni, riconoscendo responsabilità lungo la catena decisionale, tecnica e manutentiva legata al funzionamento del deviatoio e ai sistemi di sicurezza. In relazione alla sentenza, interviene Angelo Piccirillo, Segretario Generale della Filt-Cgil Lombardia: “Abbiamo affermato fin dal primo momento la tesi secondo la quale la responsabilità di un incidente di questa gravità non potesse essere addossata esclusivamente ad ipotetici errori dell’ultimo tratto della filiera lavorativa, cioè agli operai manutentori, a maggior ragione se uno di essi era assunto da pochi mesi con contratto di somministrazione. Le procedure operative connesse a quelle di sicurezza dovrebbero mettere in condizione i lavoratori di operare dentro un sistema complessivo di efficienza, controllo e sicurezza, nei tempi necessari a svolgere gli interventi e sottoposti a costante supervisione”.
“Nel ricordare i due lavoratori macchinisti deceduti nello schianto e i feriti più gravi, cui va in via prioritaria il nostro pensiero, non possiamo che constatare come, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, il Tribunale di Lodi abbia ricostruito una corretta catena di responsabilità che rafforza quella che è sempre stata la nostra convinzione. Nel processo la Filt-Cgil si era costituita parte civile e anche in questo caso il Tribunale ha ritenuto di riconoscere la congruità di tale decisione riconoscendole un risarcimento economico. Tale somma, nei tempi dati, sarà utilizzata dalla Filt-Cgil Lombardia anche in relazione a progetti specifici legati al tema della sicurezza, attraverso formazione, divulgazione e sostegno alle nostre strutture Rls e Rsu, per dare un contributo fattivo che in quota parte possa evitare il ripetersi di tragedie sul lavoro come quella di Livraga”. La Filt-Cgil Lombardia ribadisce che la sicurezza ferroviaria deve fondarsi su sistemi organizzativi e tecnologici affidabili, su una chiara attribuzione delle responsabilità e su condizioni di lavoro che non espongano chi opera in prima linea a rischi impropri, soprattutto in presenza di rapporti di lavoro precari.



































