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Dal 20 novembre all’oratorio di San Bernardo prende il via “Non chiedermi di ricordare”, un ciclo di incontri per conoscere, sensibilizzare e affrontare le malattie neurodegenerative. Il progetto è promosso dal Comune di Lodi insieme all’ASST di Lodi, alla Fondazione Santa Chiara e ad alcune realtà associative del territorio, con il sostegno di Regione Lombardia.

Gli incontri mirano a fornire ai cittadini strumenti per comprendere e affrontare l’Alzheimer e le altre forme di demenza, favorendo conoscenza, sostegno e partecipazione. “La memoria è la prima cosa che viene a mancare, ma la consapevolezza può fare la differenza – ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali Simonetta Pozzoli –. L’obiettivo è informare, eliminare lo stigma e creare un ambiente sociale consapevole dei bisogni delle persone affette da malattie neurodegenerative, sostenendo chi se ne prende cura”.

A sottolineare il valore della prevenzione e della consapevolezza è stata la dottoressa Sara Forlani dell’ASST di Lodi: “Conoscere i primi segni della malattia e sapere a chi rivolgersi può migliorare la qualità della vita di pazienti e familiari. Agendo su dodici fattori di rischio — tra cui sedentarietà, fumo e obesità — si può ridurre fino al 40% il rischio di sviluppare una malattia di decadimento cognitivo”.

Dopo questa prima fase di incontri, il progetto proseguirà con attività laboratoriali in collaborazione con Ciclodi e Laboratorio Nautilus, per coinvolgere la cittadinanza attraverso momenti di socialità, musica e movimento. “Intorno alla malattia c’è spesso molta solitudine, sia per chi ne soffre che per i familiari – ha ricordato la facilitatrice Lavinia Schiavi –. Creare punti di incontro accoglienti, dove non ci sia la paura del giudizio, permette di vivere questa condizione in modo più naturale”.

La Fondazione Santa Chiara, che partecipa al progetto, ha evidenziato il valore di un approccio comunitario e diffuso: “La conoscenza, quando si diffonde in modo capillare, diventa uno strumento di cura. Una comunità che conosce, comprende e accoglie diventa essa stessa parte della cura”.

Gli incontri, condotti da specialisti del settore, toccheranno vari aspetti: dai segni precoci della malattia alla gestione quotidiana, fino al ruolo del caregiver e alle strategie di convivenza.

Il calendario:
20 novembre – dott. Carlo Rovelli: segni e comportamenti nelle fasi iniziali e conclamate;
27 novembre – dott.ssa Fraia Falvo: percorsi di diagnosi, cura e assistenza;
11 dicembre – dott.ssa Anna Rebagliati: come gestire la quotidianità e l’imprevisto;
15 gennaio – dott. Paolo Astrone: il ruolo del caregiver e le misure di sostegno;
22 gennaio – dott.ssa Sara Del Duca: strategie di interazione e convivenza quotidiana.

L’iniziativa si lega anche alla prossima apertura della Casa della Comunità di Lodi, prevista per marzo 2026, che diventerà un punto di riferimento stabile per la presa in carico delle fragilità e per l’orientamento ai servizi sociosanitari.

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