A quasi tre giorni dall’aggressione, l’uomo che ha accoltellato Maria Oggionni continua a non avere un nome. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Codogno proseguono senza sosta, ma il caso resta avvolto da molti interrogativi. La biologa 54enne residente a Formigara, ferita martedì 19 maggio lungo la provinciale 27 a Camairago, frazione di Castelgerundo, sarà sentita ancora oggi dagli investigatori ricoverata agli Spedali Civili di Brescia.
Le sue condizioni sono in miglioramento e i medici starebbero valutando una possibile dimissione già nel corso della prossima settimana. Un elemento importante per gli inquirenti, che ora sperano di poter ottenere dalla donna dettagli più precisi sugli attimi precedenti all’assalto e sull’uomo che l’ha colpita.
L’inchiesta resta però particolarmente complessa. A pesare è soprattutto l’assenza di testimoni diretti e di immagini utili a identificare il responsabile. L’aggressore avrebbe agito in pochi istanti per poi fuggire rapidamente dalla zona. Secondo quanto ricostruito, indossava una maglia rossa, uno dei pochi dettagli emersi finora sul suo aspetto.
Un tassello importante dell’indagine riguarda il coltello utilizzato per colpire la 54enne. Poco prima di scappare, infatti, l’uomo avrebbe gettato l’arma in un fosso vicino alla provinciale. Il coltello è stato recuperato dai carabinieri e sarà sottoposto ad analisi scientifiche alla ricerca di impronte o tracce biologiche che possano aiutare a risalire all’identità dell’aggressore.
Nel frattempo gli investigatori stanno continuando a ricostruire ogni movimento della vittima nelle ore precedenti all’aggressione. Al momento nessuna pista viene esclusa, mentre prosegue la caccia all’uomo fuggito dopo aver lasciato la donna ferita sul ciglio della strada.



































