A Mulazzano il dibattito sul maxi impianto fotovoltaico entra in una fase decisiva. Il parere non favorevole espresso da Regione Lombardia al Ministero dell’Ambiente, nell’ambito dell’iter autorizzativo, viene accolto con favore dal Partito Democratico, che parla di “elemento di sollievo” dopo settimane di contestazioni sul progetto.
Secondo i dem, la transizione energetica resta una priorità strategica, ma deve svilupparsi all’interno di un quadro normativo chiaro e condiviso. “Non può esserci autonomia energetica senza il rispetto dell’ambiente, del paesaggio e delle comunità locali”, è la posizione ribadita dal partito, che a livello regionale sta lavorando a emendamenti sul progetto di legge relativo alle aree idonee per gli impianti rinnovabili.
Il caso di Mulazzano, sottolineano, è emblematico delle criticità che possono emergere quando interventi di grandi dimensioni possono avere ricadute sulla comunità locale e sul territorio. Da tempo il Pd locale, insieme al Comitato “Tutela identità del territorio e del paesaggio” e a numerosi cittadini, ha sollevato perplessità sull’impatto dell’impianto, contribuendo anche a spingere l’amministrazione comunale a esprimere formalmente un parere negativo attraverso una delibera del consiglio comunale.
Ora l’attenzione si sposta sull’esito dell’istruttoria ministeriale, da cui dipenderà il futuro dell’opera. L’auspicio dei dem è che il procedimento possa fermare definitivamente il progetto.
Non manca la polemica politica. Il Pd critica l’intervento sulla stampa di Fratelli d’Italia, accusando il partito di non assumersi le proprie responsabilità rispetto a un quadro normativo ritenuto incerto e frutto delle scelte del centrodestra, sia a livello nazionale che regionale.
Più in generale, la vicenda riporta al centro il tema della transizione ecologica in Italia: una sfida che richiede un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela dei territori. “Servono regole certe, cooperazione istituzionale e una visione di lungo periodo”, sottolinea il Pd, indicando la necessità di distinguere tra progetti realmente sostenibili e interventi che rischiano di compromettere l’equilibrio ambientale e sociale.


































