
Autonoma sul piano strategico, capace di investire nella difesa e di affrontare le nuove sfide geopolitiche senza dipendere totalmente dagli Stati Uniti. È questo il filo conduttore dell’incontro pubblico che si è svolto alla sala Pertini del museo Ettore Archinti di Lodi, con protagonista Lorenzo Guerini, parlamentare PD e presidente del Copasir, insieme a Francesco Mercuri, responsabile difesa e politica estera di ORA!, moderati dal professor Massimo Ramaioli.
Al centro del dibattito il tema della “cultura della difesa”, tra investimenti militari, sicurezza europea, guerra in Ucraina, disinformazione e rapporto tra pace e deterrenza.
Guerini ha sottolineato come il rafforzamento della difesa europea sia ormai una necessità strategica. «Se vogliamo un’Europa autonoma dal punto di vista strategico – ha spiegato – investire nella difesa è indispensabile». Secondo il parlamentare, il progressivo disimpegno americano dal continente europeo obbliga l’Unione Europea ad assumersi maggiori responsabilità, colmando le lacune sulle capacità militari, soprattutto nel settore terrestre, nella difesa missilistica, nel cyber e nello spazio.
Si è parlato anche della difficoltà di reclutamento nelle Forze armate. Guerini ha evidenziato come la carriera militare oggi attragga meno giovani rispetto al passato e come servano strumenti economici e sociali per renderla più sostenibile. Tra le ipotesi, percorsi professionali più flessibili, con la possibilità di svolgere il servizio militare per alcuni anni e poi reinserirsi nel mondo del lavoro attraverso programmi di ricollocazione e tutele pensionistiche.
Durante il confronto si è discusso anche delle valutazioni occidentali precedenti all’invasione russa dell’Ucraina, tema sul quale relatori e moderatore hanno evidenziato come in Europa fosse diffusa la convinzione che Mosca non avrebbe compromesso i rapporti economici con il continente europeo.
Francesco Mercuri ha approfondito il tema della preparazione militare europea e delle carenze strutturali italiane, sottolineando come negli ultimi decenni si siano ridotte le capacità di mobilitazione e le infrastrutture militari. «Se oggi volessimo arruolare 100mila persone in sei mesi – ha osservato – non avremmo nemmeno i posti dove ospitarle».
Nel dibattito è emerso anche il tema del nucleare europeo. Guerini ha spiegato come eventuali prospettive di deterrenza comune passerebbero inevitabilmente da una dimensione europea collegata alla capacità francese e al rapporto con il Regno Unito, definendo invece priva di prospettive concrete l’ipotesi di una deterrenza nucleare nazionale italiana.
Uno dei passaggi più forti dell’incontro ha riguardato la disinformazione e il ruolo della propaganda nel dibattito pubblico. «La disinformazione esiste, agisce ed è presente anche nel nostro Paese», ha dichiarato Guerini, ribadendo l’importanza di un dibattito pubblico informato e fondato su competenza e dati reali.
«La spesa per la difesa – ha spiegato – serve a prevenire i conflitti, non a provocarli». Secondo Guerini, la deterrenza resta uno strumento essenziale per garantire sicurezza e stabilità in un contesto internazionale sempre più instabile.
Nel finale dell’incontro il focus si è spostato sul ruolo dell’Europa nel nuovo ordine mondiale. Guerini ha ribadito che l’Unione Europea rischia di diventare marginale senza una vera autonomia strategica. «Se non sei al tavolo, rischi di essere nel menù», ha affermato, richiamando la necessità per l’Europa di essere protagonista nella costruzione dei nuovi equilibri internazionali.
Un confronto lungo e articolato che ha toccato temi militari, politici e culturali, evidenziando come sicurezza, difesa e informazione siano ormai questioni centrali anche nel dibattito pubblico italiano.


































