Un’opera che rischiava di rimanere invisibile proprio nell’anno del suo anniversario storico torna invece al centro dell’attenzione. A Lodi il dipinto che raffigura la Battaglia del Ponte, custodito da anni nel Museo Civico non accessibile al pubblico, è oggi visibile grazie alla mostra “I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento”, allestita fino al 17 maggio negli spazi della Fondazione Maria Cosway, in via Gorini 10.
La tela, realizzata intorno al 1820 da Pietro Bignami, rappresenta una delle opere di maggiore pregio del percorso espositivo. In occasione del 230° anniversario della Battaglia del Ponte di Lodi, il dipinto offre ai visitatori un’occasione rara per osservare da vicino una delle raffigurazioni più significative dell’evento storico.
L’opera colpisce per la densità della scena: le truppe schierate sul ponte, i civili in primo piano e, sullo sfondo, elementi architettonici della città oggi scomparsi, come Porta d’Adda. Un insieme che conferisce al dipinto un forte valore documentario, quasi fosse una cronaca visiva dell’epoca, più che una semplice rappresentazione artistica.
Proprio per valorizzarne i dettagli e accompagnare le celebrazioni dell’anniversario, la Fondazione Maria Cosway ha organizzato un evento speciale dal titolo “Davanti al quadro, dentro la battaglia”. Un ciclo di incontri pensato per guidare il pubblico alla scoperta dell’opera e del contesto storico.
Dal 8 al 10 maggio sono previsti focus tematici quotidiani a cura di esperti d’arte che hanno collaborato alla mostra. Gli appuntamenti si terranno alle 16 nei giorni di venerdì 8 e sabato 9 maggio, e alle 18 nella giornata di domenica 10. Ogni incontro avrà una durata di circa venti minuti e sarà dedicato all’analisi dei dettagli del dipinto, delle scelte iconografiche e del valore storico dell’opera.
Un’iniziativa che unisce arte e memoria, offrendo al pubblico un’occasione di approfondimento su uno dei momenti più significativi della storia cittadina e su un dipinto che ne conserva ancora oggi la forza narrativa.


































