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Lodi è tra i dieci Comuni capoluogo della Lombardia che chiedono a Regione Lombardia impegni concreti per rafforzare il ruolo della Polizia locale e dotare gli operatori di strumenti più adeguati. Le principali criticità del settore sono state portate all’attenzione dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano Maria La Russa, nel corso del Tavolo di consultazione riunito martedì 28 luglio. In vista dell’incontro, le amministrazioni avevano inviato una lettera congiunta contenente le richieste condivise. Per il Comune di Lodi il documento è stato sottoscritto dall’assessora alla Sicurezza e alla Polizia locale, Manuela Minojetti.

Nel documento vengono riproposte le questioni già sollevate nel corso del 2025 e rimaste, in larga parte, senza risposta. L’unico passo avanti registrato riguarda l’incremento dei corsi Polis destinati alla formazione di agenti e ufficiali.

Tra le richieste avanzate dai Comuni figurano l’aggiornamento del regolamento regionale sugli strumenti di autotutela, come spray al peperoncino, bastoni estensibili e bodycam, una programmazione stabile della formazione obbligatoria, maggiori risorse per personale, mezzi e tecnologie e un’accelerazione dell’iter della legge regionale sugli Street Tutor.

Particolare attenzione è stata dedicata alla richiesta di consentire agli operatori della Polizia locale l’accesso diretto e gratuito al Sistema di indagine (SDI), la banca dati utilizzata dalle forze di polizia. L’impossibilità di consultarla durante i controlli, sottolineano i Comuni, impedisce agli agenti di verificare eventuali precedenti penali o di polizia e altri elementi utili a valutare possibili situazioni di rischio, con ricadute sia sulla sicurezza degli operatori sia sull’efficacia dell’attività di controllo.

Nel corso del tavolo è stata inoltre chiesta la predisposizione di un documento condiviso con il quale Regione Lombardia assuma impegni precisi sia sulle materie di propria competenza sia nei confronti del Ministero dell’Interno, in particolare sul tema dell’accesso allo SDI.

Le amministrazioni hanno inoltre evidenziato il crescente divario tra le responsabilità affidate alla Polizia locale e le risorse effettivamente disponibili. Ai Comuni viene richiesto di sostenere investimenti sempre maggiori in personale, mezzi, tecnologie e sistemi di videosorveglianza, mentre i contributi regionali destinati alla sicurezza rappresentano una quota inferiore allo 0,1% del bilancio complessivo della Regione.

Dal confronto sono emersi alcuni segnali di apertura. A settembre Regione Lombardia dovrebbe convocare i comandanti delle Polizie locali per valutare l’aggiornamento del regolamento sugli strumenti di autotutela. Più complesso appare invece il percorso relativo agli Street Tutor, anche a causa della limitata disponibilità di risorse. La Regione si è infine detta disponibile a valutare la sottoscrizione di una lettera congiunta da inviare al Ministero dell’Interno per sostenere la richiesta di accesso allo SDI.

«Il tavolo non può limitarsi a una ricognizione periodica delle criticità, ma deve diventare il luogo nel quale vengono assunti impegni precisi, accompagnati da risorse e scadenze – dichiara l’assessora Manuela Minojetti –. Ai Comuni viene chiesto ogni giorno di sostenere una parte sempre più rilevante delle politiche di sicurezza, investendo in personale, mezzi, tecnologie e videosorveglianza. Non è però accettabile che gli agenti della Polizia locale continuino a operare senza poter accedere alle informazioni di cui dispongono le altre forze di polizia. Non si tratta soltanto di riconoscere pienamente il ruolo che svolgono, ma di tutelarne concretamente la sicurezza e di rendere più efficace l’intero sistema a beneficio della collettività. Le aperture emerse rappresentano un primo passo, ma ora attendiamo che siano accompagnate da decisioni, tempi certi e adeguate risorse».

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