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Si è riunito oggi il Tavolo Politico-Istituzionale della Rete Territoriale Antiviolenza di Lodi, con la partecipazione di tutti i rappresentanti degli enti sottoscrittori del Protocollo di Rete, coordinato dal Comune di Lodi in qualità di ente capofila.
Nel corso dell’incontro è stata formalizzata l’adesione al Protocollo da parte di nuove associazioni sostenitrici della rete ed è stato condiviso il testo definitivo delle Prassi operative per la presa in carico dei casi ad alto rischio, frutto di un intenso lavoro sviluppato nei numerosi tavoli tecnici che hanno coinvolto operatori e professionisti dei diversi enti.
Le nuove prassi sono state elaborate per fornire agli operatori della Rete Territoriale Antiviolenza una guida strutturata e condivisa nella gestione dei casi di violenza di genere caratterizzati da elevati livelli di rischio per la sicurezza di donne e minori.

L’obiettivo è garantire una risposta tempestiva, coordinata ed efficace attraverso procedure comuni e compiti specifici per ciascun soggetto coinvolto: Centro Antiviolenza, Forze dell’Ordine, ASST, case rifugio, Procura della Repubblica, Tribunale, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordine degli Avvocati, Provincia e Ufficio di Piano.

Si tratta di un passo avanti nel sistema di protezione territoriale, che consente di uniformare gli interventi e rafforzare il coordinamento tra tutti gli attori chiamati a intervenire nei casi più complessi. Le prassi, inoltre, sono state concepite come uno strumento dinamico, suscettibile di aggiornamenti e integrazioni sulla base dell’esperienza operativa e delle esigenze che emergeranno nel prosieguo delle attività della rete.
Tra gli aspetti innovativi affrontati durante la stesura del documento figura anche la gestione degli animali d’affezione nei casi di trasferimento urgente delle donne in Casa Rifugio, con l’individuazione di un soggetto associativo dedicato alla loro presa in carico, al fine di rimuovere un ulteriore ostacolo ai percorsi di protezione.


Durante il tavolo è stato inoltre dato conto dell’avvio del servizio di reperibilità H24, ulteriore strumento volto a garantire risposte tempestive nelle situazioni di emergenza.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dei dati relativi all’attività del Centro Antiviolenza nel corso del 2025. Nel periodo gennaio-dicembre il Centro ha ricevuto 436 chiamate, di cui 87 provenienti dal Pronto Soccorso e 31 dalle Forze dell’Ordine. Sono stati effettuati 219 colloqui di prima accoglienza, che hanno portato a 189 prese in carico psicologiche nell’ambito di percorsi di fuoriuscita dalla violenza domestica. In 65 casi è stato attivato il lavoro di rete e in 34 situazioni è stato necessario il raccordo con i servizi di tutela minori.


L’analisi conferma come la violenza psicologica accompagni sempre la violenza fisica ed economica. I dati evidenziano inoltre che la fascia d’età maggiormente coinvolta resta quella compresa tra i 38 e i 47 anni; tuttavia, sia il Centro Antiviolenza sia le Case Rifugio hanno registrato un progressivo abbassamento dell’età delle donne prese in carico, elemento che richiama la necessità di rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione e sensibilizzazione rivolte alle giovani generazioni.
Nel corso della riunione sono già emerse nuove proposte di lavoro per i prossimi tavoli tecnici, tra cui percorsi di formazione rivolti a insegnanti e genitori già a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché il coinvolgimento delle Polizie Locali nella condivisione e applicazione delle nuove prassi operative.

“Lavorare in rete significa costruire sicurezza per le donne e per i minori”, dichiara l’Assessora alle Pari Opporetunità e alle Politiche antiviolenza del Comune di Lodi, Minojetti. “Mantenere un sistema coordinato, completo ed efficiente, sia sotto il profilo della protezione sia sotto quello della presa in carico e della prevenzione, rappresenta l’obiettivo fondamentale che accomuna tutti gli enti della rete. Il Comune di Lodi, come ente capofila, esprime grande soddisfazione per il lavoro svolto, reso possibile dall’impegno straordinario e dalle competenze specifiche messe a disposizione da tutti i soggetti coinvolti. Le nuove prassi costituiscono uno strumento concreto per rendere ancora più efficace la risposta del territorio alla violenza di genere.”
Il Tavolo Politico-Istituzionale ha infine ribadito l’impegno comune nel proseguire il percorso di consolidamento della rete territoriale, nella consapevolezza che il contrasto alla violenza di genere richiede una collaborazione costante, multidisciplinare e sempre più capillare.

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