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Bandiere, striscioni e una piazza animata dai colori della memoria. Lodi ha celebrato il 25 Aprile con una cerimonia partecipata e densa di significato, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, insieme alle associazioni combattentistiche, all’Anpi, al mondo della scuola, del lavoro e a numerosi cittadini, riuniti per ricordare uno dei momenti fondativi della storia repubblicana.

Al centro dell’intervento istituzionale, il valore attuale della Liberazione: non solo memoria storica, ma impegno quotidiano nella difesa della democrazia, dei diritti e della coesione sociale. Un passaggio che ha richiamato il 1945 come fine della dittatura e inizio di un percorso che ha portato alla nascita della Repubblica e alla Costituzione.

Nel discorso è stato più volte sottolineato il significato universale della libertà, evocato anche attraverso le parole di un partigiano della brigata Garibaldi, che ricordava come la lotta fosse stata combattuta per garantire la normalità della vita quotidiana: lavorare, tornare a casa, vivere in pace.

Un richiamo forte è stato rivolto proprio alla Costituzione italiana, definita “il regalo più bello ricevuto dai combattenti per la libertà”, con la citazione dell’articolo 1 che sancisce i principi fondamentali della Repubblica. Valori che, è stato evidenziato, vanno difesi ogni giorno: dalla tutela dei diritti alla pace, dal rispetto delle istituzioni alla giustizia sociale.

Non è mancato uno sguardo all’attualità internazionale, con riferimenti ai conflitti in corso e ai rischi di regressione democratica in diverse aree del mondo. Un contesto che rende ancora più urgente – è stato ribadito – custodire i principi di libertà e partecipazione nati dalla Resistenza.

Ampio spazio anche al tema della comunità e dell’educazione, con il richiamo al ruolo della scuola come luogo di formazione civica e presidio di democrazia. Citato anche l’articolo 34 della Costituzione, che garantisce il diritto allo studio.

Nel ricordo della Resistenza, sono stati evocati episodi e figure simboliche, dai protagonisti nazionali alle storie locali, fino alle donne partigiane che contribuirono in modo decisivo alla lotta di Liberazione. Un patrimonio di esperienze e sacrifici che continua a rappresentare un riferimento per il presente.

La cerimonia si è conclusa con un messaggio chiaro: preservare il senso di comunità, promuovere inclusione e solidarietà, e rinnovare l’impegno a difesa dei valori democratici.

“Viva la Resistenza, viva la Repubblica e la Costituzione, viva l’Italia libera, democratica e antifascista” è stato il saluto finale, accolto con partecipazione dai presenti.

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