Quarant’anni di servizio, una vita spesa al fianco della comunità e dei colleghi. È stato un commiato carico di emozione quello che ieri mattina ha visto protagonista il Vice Questore Alessandro Giuseppe Battista, storico dirigente della Squadra Mobile di Lodi, che dal 1° settembre lascerà la Polizia di Stato per il meritato pensionamento. Nella sala riunioni della Questura, colleghi di ieri e di oggi, rappresentanti delle istituzioni e amici si sono stretti attorno a lui con applausi e gratitudine, salutando chi per oltre due decenni è stato il volto delle indagini più delicate del territorio.
Nato a Milano nel 1965, Battista ha indossato la divisa giovanissimo, nel 1985, a soli vent’anni, iniziando nella Polizia Stradale di Brescia. Due anni più tardi il trasferimento a Milano, dove alla Squadra Mobile avrebbe trascorso dodici anni, dieci dei quali nella Sezione Omicidi. Proprio lì affinò le doti investigative e il garbo umano che lo hanno sempre contraddistinto, prendendo parte a indagini di risonanza nazionale, come il celebre “giallo di via Montenapoleone” legato all’agguato all’imprenditore Guido Sermenghi. Nel 1999 il passaggio a Lodi, dopo il concorso da Vice Commissario: da allora e per oltre venticinque anni ha guidato la Squadra Mobile, un caso quasi unico per continuità nella Polizia di Stato, diventando un punto di riferimento per colleghi, stampa e cittadini.

Sotto la sua direzione la Mobile lodigiana ha portato avanti inchieste complesse e spesso finite sulle prime pagine. Impossibile non citare il brutale omicidio della diciottenne Lavinia Ailoaiei nel 2013, risolto con l’arresto di Andrea Pizzocolo, poi condannato all’ergastolo. Ma la lista delle operazioni che hanno segnato il territorio è lunga: dall’“Acetilene Express” del 2004, che portò all’arresto di una banda di assaltatori di bancomat attivi in tutto il Nord Italia, all’inchiesta del 2006 sull’assalto al portavalori a Pieve Fissiraga, conclusa con la cattura dei responsabili e segnata dall’omicidio di una guardia giurata. Negli anni successivi la squadra da lui guidata ha anche smantellato imponenti reti di spaccio, nel 2009 con “Second Generation”, che portò a più di dieci arresti, e nel 2017 con le operazioni “Akron” e “Whatsout”, che portarono rispettivamente a 21 misure cautelari per traffico di droga all’interno del carcere di Lodi e a 27 arresti a Sant’Angelo Lodigiano.
Laureato in Scienze Politiche e con un Master in Criminologia Forense, Battista non ha mai smesso di formarsi, frequentando corsi di alta specializzazione e dedicandosi alla docenza, per trasmettere alle nuove generazioni di agenti competenze e valori. Nel corso della sua carriera ha ricevuto decine di riconoscimenti: encomi, “Lodi”, la Croce di Bronzo per anzianità e la Medaglia d’Argento al merito, segni concreti di un impegno costante e di una professionalità riconosciuta a ogni livello.
A salutarlo con parole di stima è stato il Questore di Lodi, Pio Russo, che ha sottolineato la sua disponibilità e il suo rigore: “Il prestigio e i riconoscimenti ottenuti testimoniano la straordinaria preparazione del dottor Battista. È stato un indiscusso punto di riferimento per colleghi, magistratura e cittadini, sempre in prima linea, anche oltre il normale orario di servizio”.

il Vice Questore Alessandro Giuseppe Battista ha voluto ringraziare i poliziotti e la Questura, che ha definito “una seconda casa e una seconda famiglia”. Con il suo ritiro si chiude una pagina importante per la Polizia di Stato a Lodi, ma resta l’eredità di un investigatore che ha saputo unire competenza, rigore e gentilezza, lasciando un segno profondo nella comunità che ha servito per quarant’anni.



































